sabato 22 aprile 2017

Alla sfortuna non c'è limite

Il forte sbalzo termico di questi giorni mi tiene lontano dalle montagne, così decido di pedalare su strade bianche, argini, sentieri in mezzo alla campagna, ripercorrendo il percorso Gravel dello scorso anno (Scorzè, Montebelluna, Asolo, Castelfranco). La prima foratura può capitare, cambio la camera d'aria e riparto; la seconda me la cerco saltando male su un marciapiede, camera da buttare, ma con toppa e mastice riparo la prima. In salita verso Asolo rompo la catena: ho la maglia di scorta ma non gli attrezzi per ripararla, così suono un campanello, mi faccio prestare una pinza e riesco a sistemare il tutto, anche se mi tocca mangiare il panino con le mani nere come il carbone. Un sasso appuntito mi fa forare nuovamente, seconda ed ultima toppa e di nuovo in sella; poi mi fermo per gonfiare meglio la ruota ma mi si rompe la valvola e sono a piedi. Dopo 1 km di running disturbo un apicoltore che gentilmente mi porta da un conoscente (che ripara di tutto) ed ha una nuova camera d'aria da vendermi. E per fortuna i cuscinetti che scricchiolavano hanno retto fino alla fine.

giovedì 20 aprile 2017

Frasi celebri

Per andare forte bisogna pedalare agili i rapporti duri

Francesco Moser

domenica 16 aprile 2017

Freni a disco

Nel fango del ciclocross si sono dimostrati subito sensazionali, tutt'altra cosa rispetto ai cantilever, anche se in questa disciplina le frenate sono brevi e raramente impegnative. Su strada nutrivo qualche dubbio, non tanto per i pochi grammi in più, ma soprattutto per la registrazione e la manutenzione, ed infatti all'inizio qualche difficoltà nel capire il nuovo meccanismo c'è stata, ma grazie alle guide su internet le perplessità si sono presto dissolte. Per quanto riguarda la frenata vera e propria devo dire che rispetto al sistema classico grosse differenze non se ne avvertono, per cui non mi sembrava una novità così sostanziale. Dopo averli testati in un paio di discese lunghe e ripide ne ho apprezzato la morbidezza delle leve e la potenza di frenata anche una volta surriscaldati, ma la sorpresa più grande è stata scendere dal passo Croce d'Aune sotto la pioggia battente: sembrava di essere sull'asciutto, mentre con i freni tradizionali sarei stato davvero in difficoltà. Inoltre mi sono risparmiato di dover pulire ruote e bici dalla poltiglia nera dei gommini che si sbriciolano sfregando sui cerchi bagnati.

venerdì 14 aprile 2017

Frasi celebri

Sometimes you don't need a plan, you just need big balls

Tom Boonen, 2017

giovedì 13 aprile 2017

Monte Grappa (da Semonzo)

Nonostante tutti i versanti del Monte Grappa ormai non abbiano più segreti, viste le numerose salite affrontate nel corso degli anni, il fascino di questa montagna resta sempre immutato. Un monte che si innalza maestoso dalla pianura e che sa regalare, sia in salita che in discesa, scorci sempre affascinanti. In cima il vento e le nuvole tenevano bassa la temperatura, così il the ed il caffè bollente ci hanno rianimato prima della discesa, mentre a valle il clima primaverile ci ha fatto godere pienamente della birra fresca una volta terminato il giro. E pazienza se in discesa ho tribolato un poco con la pinza del freno a disco anteriore che non era correttamente allineata, tanto David è uno che non prende in giro e che queste cose le dimentica in fretta !

sabato 8 aprile 2017

Pinarello da crono

In attesa che la F.i.tri. autorizzi l'uso delle biciclette con freni a disco, ecco la nuova livrea della Pinarello, versione all black con prolunghe per gare di triathlon.

domenica 2 aprile 2017

Bocca di Forca 2017

Erano due anni che non mi cimentavo con salite estreme, un poco per scelta, un poco perchè non ne era capitata l'occasione. E così eccomi in sella per salire a Bocca di Forca: la prima rampa sopra al 20% di pendenza, dopo un paio di chilometri, ti serve a capire se riuscirai ad arrivare in cima, e l'esame può dirsi superato. La seconda è breve, serve a mettere acido lattico nelle gambe prima del tratto più duro e lungo, a cavallo del 5° km. Le gambe bruciano, il cuore pulsa fino alle orecchie, ma dopo pochi minuti la sofferenza è finita, restano i chilometri finali, impegnativi ma non più mostruosi. Alla fine il tempo di scalata risulta buono, forse sono stato un poco troppo prudente nelle parti meno ripide, ma del resto su queste salite la soddisfazione è arrivare in cima, per salirci velocemente gli anni buoni sono abbondantemente alle spalle. E pazienza se poi le gambe mi hanno suggerito di rinunciare alla salita  fino in cima Grappa.